Conformità alle norme

I pannelli ICF ITALIA permettono di realizzare edifici in conformità con le più recenti norme in campo edilizio: energeticamente efficienti, sicuri e silenziosi.

In Italia il panorama delle normative vigenti in edilizia risulta oggi particolarmente ampio ed articolato. Le materie che vengono disciplinate dalle norme in vigore riguardano infatti i seguenti settori:
Ciascun operatore del settore si trova quindi, per la propria parte di competenza, a dover contemperare esigenze molto diverse, che riguardano i singoli aspetti di cui sopra. E ciascuna normativa racchiude in se tante prescrizioni il cui rispetto non sempre è immediato. Si pensi alle nuove norme tecniche sulle costruzioni DM14/01/08 che regolamentano non solo la sicurezza antisisimica, ma anche lo spessore dei copri ferri, la durabilità dei manufatti, la resistenza al fuoco, etc.
Con i sistemi di tipo tradizionale è difficile riuscire a garantire contemporaneamente i vari requisiti necessari, sia per problematiche esecutive insite nei metodi di vecchia concezione, sia perché tali metodi sono stati sviluppati quando le norme attuali non esistevano.

Con il sistema costruttivo ICF ITALIA possono dormire sonni tranquilli i progettisti e gli esecutori, poiché il Consorzio, nell’ambito delle proprie attività di ricerca ha sviluppato i propri prodotti ponendo particolare attenzione proprio a queste nuove esigenze che, ove trascurate, possono dar luogo a problemi di varia natura. Quindi impiegando i pannelli ICF ITALIA è possibile realizzare edifici IN REGOLA CON LE NUOVE NORMATIVE: energeticamente efficienti, sicuri e silenziosi.

In altre parole per tutte le tipologie dei pannelli ICF ITALIA sono note, senza possibilità di errore nè progettuale e nè esecutivo, le prestazioni che verrà ad avere la parete finita.


MATERIALI CERTIFICATI

I pannelli ICF ITALIA sono realizzati in polistirene espanso sinterizzato (EPS) ad alta densità e dotato di marcatura CE.

I distanziali e le guide interne sono costituiti invece da una specifica resina detta ABS. La resina ABS rappresenta una delle più pregiate mescolanze tra una resina e un elastomero e deve il suo successo alle ottime proprietà tecniche che lo caratterizzano. è infatti un materiale rigido e tenace anche a basse temperature, molto duro, resistente alle scalfitture e con elevata resistenza all’urto.

Per quanto riguarda il polistirolo, che rappresenta sicuramente la componente principale, è giusto fare un piccolo approfondimento, per comprendere la natura di questo materiale e le sue caratteristiche chimico-fisiche.

L’EPS (polistirene espanso sinterizzato) è un materiale rigido, di peso ridotto, composto da carbonio, idrogeno e per il 98% d’aria. Polistirene e polistirolo sono sinonimi. Viene realizzato partendo dallo stirene, monomero ricavato dal petrolio e presente anche in alimenti come frumento, fragole, carne, caffè. Attraverso la polimerizzazione dello stirene si ottiene il polistirene.

Pignatte EPS

Quest’ultimo, prima di essere espanso, si presenta sotto forma di piccole perle trasparenti. Mettendole a contatto con il pentano, un idrocarburo gassoso, e con vapore acqueo a 90°, il gas si espande facendo rigonfiare le perle fino a 20-50 volte il loro volume iniziale. Si forma così al loro interno una struttura a celle chiuse che trattiene l’aria e conferisce al polistirene le sue eccellenti caratteristiche di isolante termico e ammortizzatore di urti. La sinterizzazione è il processo di saldatura delle perle che, sottoposte nuovamente a vapore acqueo a 110-120°, si uniscono fra loro fino a formare un blocco omogeneo di espanso. Allo stato compatto il Polistirene è un materiale rigido, incolore, trasparente, che è la base per applicazioni molto diversificate.
pignatte-polistirolo

Il polistirene espanso (EPS)

Il Polistirene Espanso (EPS) è una delle forme più importanti in cui viene impiegato il Polistirene. Per ottenere l’EPS si seguono attualmente due vie: a) in fase di polimerizzazione (cioè l’ultimo passaggio di Fig. 1), si scioglie nel Polistirene un agente espandente (comunemente pentano, un idrocarburo che, a pressione atmosferica, bolle a temperatura ambiente); altri additivi, in particolare per conferire migliorate caratteristiche di resistenza al fuoco, possono essere aggiunti in questa fase. Il prodotto, quale l’industria chimica lo fornisce ai produttori di EPS, si presenta in forma di granuli di aspetto vetroso (perle), di varia granulometria (0,3 – 2,8 mm) secondo gli impieghi cui è destinato. La massa volumica delle perle è di 1030 Kg/m3, ma quella apparente delle perle in mucchio è di circa 650 Kg/m3. E’ questo il materiale da cui si parte per produrre l’EPS con il processo più avanti descritto.

b) Successivamente alla polimerizzazione il Polistirene viene unito all’agente espandente ed agli altri eventuali additivi in una trafila, che mescola allo stato fuso gli ingredienti ed estrude la miscela da una filiera, di solito in forma di lastra piana o di tubo, che immediatamente si espande e, raffreddandosi, si irrigidisce nella forma espanda (EPS estruso). Questo materiale risulta più costoso e meno versatile del precedente; per le sue peculiari caratteristiche ha varie applicazioni significative, ma nei volumi di documentazione tecnica EPS non viene ulteriormente considerato.

Durata dell’EPS

L’analisi svolta delle influenze che i fattori ambientali, come temperatura e umidità, e le sollecitazioni di lavoro hanno sulle caratteristiche dell’EPS mostra che esso può garantire per un periodo illimitato le prestazioni che gli vengono richieste. Ciò è dimostrato da anni di esperienza applicativa su scala vastissima e in particolare da numerose verifiche delle caratteristiche, effettuate su EPS in opera da decenni. Sono quindi da confutare decisamente le voci di scarsa stabilità nel tempo, che si sono spinte fino ad affermare l’esistenza di una “sublimazione”, affermazione fiscalmente senza senso.

Le informazioni di cui sopra sono tratte dal sito www.aipe.biz, al quale si rimanda per maggiori informazioni sull’EPS.